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Cronache dall'ecovillaggio

Da dove siamo partiti

 

Tutto è iniziato nel 2010.... anzi no, forse non è proprio così, qualcosa era già nato prima ed era legato a un senso d’insoddisfazione, di non completamento che ognuno di noi sentiva nella propria vita.

Ci mancava qualcosa.

La domanda che ricorreva era sempre la stessa

"È tutto qui?”.

Non accettavamo il fatto che la Vita si limitasse all'avere una famiglia, una casa, un lavoro e che i momenti per vivere davvero fossero limitati alle vacanze e ai weekend.

Quello è stato l’innesco per iniziare a osservarci e a cercare risposte.

I primi passi furono quelli di cercare di cambiare qualcosa nella nostra quotidianità: cominciammo, per esempio, ad autoprodurre tutto ciò che potevamo (pane, prodotti da forno, prodotti per la nostra igiene personale)... ma non bastava, quella domanda rimaneva irrisolta.

Nell'estate del 2010, però, la Vita decise di risponderci.

In comunità, l'altro è sempre specchio di sé

Le giornate qui a Tempo Di Vivere si svolgono diversamente da quanto ero abituato fino a pochi mesi fa.

Nella mancanza di ritmi prestabiliti, di orari imposti da qualcuno “più in alto” e di compiti assegnati gerarchicamente, pure il tempo scorre diversamente e assume tutt’altro significato dalla concezione tradizionale con la quale ci rapportiamo ad esso.

Se dovessi scegliere una sola parola per definire questa nuova e particolare concezione della vita è: “auto responsabilizzazione”. Non siamo abituati a prenderci la responsabilità delle nostre scelte, delle nostre azioni… e delle nostre emozioni.

In questo contesto, è cambiato il modo con cui ho a che fare con me stesso.

Se il rapporto con me stesso è cambiato, quello con “gli altri” ha fatto altrettanto.

La spinta comunitaria

Il nostro progetto è nato nel 2011 ma ha trovato un posto, in cui passare dalla teoria alla pratica, nel 2014 e da quel momento è iniziata veramente la nostra avventura.
Inutile dire che la nostra scelta ha attirato subito molto persone, che provano quella stessa spinta. Negli ultimi anni l’idea che questa possa essere la scelta giusta di cambiamento sta coinvolgendo ancor più persone. Tante sono le telefonate e le mail che ci arrivano con tante domande per comprendere meglio la nostra vita, la nostra esperienza e la nostra scelta. Ma con onestà è difficile in pochi minuti spiegare un processo che è durato anni e che ancora è attivo.
La sensazione che spesso le persone focalizzano questa scelta in particolare nel cambiamento di posto, di paesaggio. Passare da vivere in un appartamento in città ad una vita immersa nella natura. Sembra che la vista sia uno dei primi sensi a venir colpito. Poi l’udito che sente rumori diversi e spesso il silenzio… cosa molto rara in una città.

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