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Cronache dall'ecovillaggio

Marco e Luana sono andati via...

Ricordo ancora le parole di Alfredo della comune di Bagnaia, quando, dopo l’uscita da Tempo di Vivere di Antonio, uno dei fondatori della nostra comunità e mio compagno di vita, nell’accogliere il nostro dolore, nel comprendere le mille emozioni che giocavano a rimpiattino dentro ognuno di noi ci diceva: “Dovete abituarvi, le persone entrano in comunità e poi la lasciano, le fini, le perdite, i lutti sono normali, dovete abituarvi, noi, a Bagnaia, ne abbiamo vissute oltre cento!”

Cosa mi ha fatto innamorare?

Perché ho scelto di diventare un trainer in Sociocrazia?
Perché voglio migliorare me stessa e contribuire a cambiare il mondo!

La Sociocrazia mi ha fornito uno strumento straordinariamente semplice e flessibile che può sostenere quel cambio di paradigma, per me essenziale, che porti gli esseri umani a tornare “umani”, non isolati, non individualisti o indipendenti, bensì interconnessi, creativi, empatici, collaborativi e solidali, autentici e responsabili.

Dici poco!?

Vita in comunità. Io l’ho scelta, non è per tutti.

Stamattina mi sono svegliata, questo è un dono che si ripete quotidianamente, il sole era stupendo, la giornata meravigliosa, calda.
La vita che mi accoglie, la sento, è lì per me, grazie, un nuovo giorno che mi è dato di vivere, sto bene, ho dormito, mi sento riposata, la sveglia è suonata e l’ho spenta, io posso permettermelo, non ho ancora voglia di alzarmi, faccio della lentezza la mia padrona, ora.
Saluti, colazione, sigaretta al sole, quattro chiacchiere con i comunardi già svegli.
Che meraviglia, questa è comunità!

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