Ieri sera abbiamo organizzato una presentazione del nostro progetto di Scollocamento Solidale. Da scollocati, quali siamo, è quasi naturale parlare di noi, delle nostre scelte ed esperienze. Questi argomenti suscitano, la maggior parte delle volte, interesse, curiosità e confronto. Così è accaduto anche ieri sera, e così è accaduto anche che ci ritroviamo qui a pensare alla difficoltà che incontriamo nel tentativo di descrivere a parole un sentito e un vissuto, così sfaccettato, da poter essere interpretato ed etichettato come perfezione, come menzogna, come presunzione, o come volontà di apparire.
Probabilmente, se fossimo seduti noi ad ascoltare chi sta descrivendo la sua esperienza con toni di soddisfazione e di entusiasmo, parlandoci di felicità, fiducia, reciprocità, rispetto, collaborazione, utilizzando solo parole positive, ci domanderemmo quanto c’è di vero, quanto è possibile che questo accada, visto che nella nostra esperienza non ne abbiamo degli esempi, o penseremmo a cosa ci viene nascosto.
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Segui il Ritmo ohohoh, segui il Ritmo ohohoh è il mantra che mi accompagna da qualche giorno qui all'Ecovillaggio TempodiVivere.