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Cronache dall'ecovillaggio

Chi fa da sé, fa per tre?

Ieri sera abbiamo organizzato una presentazione del nostro progetto di Scollocamento Solidale. Da scollocati, quali siamo, è quasi naturale parlare di noi, delle nostre scelte ed esperienze. Questi argomenti suscitano, la maggior parte delle volte, interesse, curiosità e confronto. Così è accaduto anche ieri sera, e così è accaduto anche che ci ritroviamo qui a pensare alla difficoltà che incontriamo nel tentativo di descrivere a parole un sentito e un vissuto, così sfaccettato, da poter essere interpretato ed etichettato come perfezione, come menzogna, come presunzione, o come volontà di apparire.

Probabilmente, se fossimo seduti noi ad ascoltare chi sta descrivendo la sua esperienza con toni di soddisfazione e di entusiasmo, parlandoci di felicità, fiducia, reciprocità, rispetto, collaborazione, utilizzando solo parole positive, ci domanderemmo quanto c’è di vero, quanto è possibile che questo accada, visto che nella nostra esperienza non ne abbiamo degli esempi, o penseremmo a cosa ci viene nascosto.

Segui il ritmo

segui il ritmo3Segui il Ritmo ohohoh, segui il Ritmo ohohoh è il mantra che mi accompagna da qualche giorno qui all'Ecovillaggio TempodiVivere.

Sono arrivato circa due mesi fa e perché proprio qui... è presto detto!
Nella mia vita sono quasi sempre riuscito a scegliere cosa fare e quando in alcuni casi gli eventi mi sono successi, ho lavorato sempre (con fatica) sulle conseguenze.
Il 20 agosto ho deciso che era arrivato il momento di scegliere se riprendere in mano la mia vita o continuare a sopravvivere.
Come consulente aziendale ho passato gli ultimi due anni a rincorrere clienti, crediti mai riscossi, imprenditori in crisi ma capaci di risolvere ogni problema da soli, e allora mi son detto: “Se non riesci a risolvere i tuoi problemi, come pensi di essere in grado di risolvere quelli altrui?    Fermati a riflettere!”
Che tradotto in soldoni significava: anno sabbatico!

Cogli l'attimo

Nei giorni scorsi abbiamo rivisto tutti insieme “L’attimo Fuggente”.

Non so se anche a voi fa sempre effetto questo film. Per me è stato ancor più commovente della prima volta che l’ho visto, perché – nella condivisione dei messaggi che trasmette – mi sono resa che ho raccolto quell’insegnamento e hocolto l’attimo”. Ho reso straordinaria la mia vita.

Anche Marco ci ha scritto un pezzo per il blog dello Scollocamento Solidale (lo trovate qui) e ci è talmente risuonato il senso profondo di ciò che il prof. Keating insegna, che abbiamo trasmesso un piccolo estratto del film anche durante l’ultimo corso.

Inaspettatamente – o forse no – alla frase “Rendete straordinaria la vostra vita!”, in alcuni partecipanti si è mossa un’emozione spiacevole, di tristezza, rassegnazione o frustrazione.

“Cosa ne faccio della mia vita? Come posso renderla straordinaria? Ormai…”

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