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Cronache dall'ecovillaggio

Pasqua in Ecovillaggio

mandala autoproduzione pasqua ecovillaggioSono appena finite le vacanze di Pasqua e quest'anno il sole ci ha regalato giornate splendide di tepore e luce.
Abbiamo aperto le porte dell'Ecovillaggio a tanti nuovi ospiti, che ben presto sono diventati amici.
Come sempre avere la possibilità di trascorrere le giornate insieme a persone nuove si rivela arricchente da ogni punto di vista.
Il gruppo è stato eterogeneo, come spesso succede: famiglie con bimbi, giovani coppie, amici curiosi di realtà nuove e anche splendidi e illuminati nonni, che hanno scelto di aprirsi al nuovo e dedicarsi tempo.

Osservando i nostri ospiti è facile accorgersi di come l'iniziale impatto con la vita comunitaria, fatta di orari inesistenti, rumore, condivisione di spazi (bagni soprattutto!), lasci piuttosto perplessi. Da un lato un po' attoniti e stravolti, altre volte addirittura un po' imbarazzati e diffidenti.

Unschooling per genitori

Sono passati ormai quasi 4 mesi dall’ultimo giorno di scuola di Pietro.

Raccontare i sentiti di questo periodo non è semplice, ci sono stati tanti alti e bassi, momenti di tensione con me stessa, con lui, con Ermanno, con il gruppo.
Ho sempre amato studiare e fino alle medie la scuola per me era un gioco, un modo per ritrovarsi con gli amici, per mettermi alla prova; mi veniva tutto facile, mi sentivo riconosciuta.

Ripenso alla mia maestra delle elementari, Maria Piazza, la ricordo già anziana, con folti riccioli bianchi, dolce e forte allo stesso tempo. All’epoca aveva una classe di quasi 30 bambini da sola, di cui due o tre parecchio impegnativi, eppure non mi sembra di averla mai percepita nervosa, stanca o demotivata per ciò che faceva. Ci ha insegnato storia con i racconti della sua infanzia da piccola partigiana durante la guerra, per noi era come ascoltare favole su  un mondo diverso e, come tutte le favole, sono storie che ho ancora ben salde nella mente.

Lo specchio: io sono te

Conoscete la teoria dello specchio?

Quella per la quale possiamo rivedere nell’altro, sia in ciò che apprezziamo, sia in ciò che ci irrita o infastidisce, qualcosa di nostro?
E’ un assunto che ho fatto mio da molto tempo. L’ho sperimentato in tantissime occasioni e ogni volta mi è stato utile per comprendere meglio me, i miei meccanismi e comportamenti,  a valorizzare ciò che di buono ho, e – quando mi è riuscito – a cambiare ciò che invece non era utile, sano, o costruttivo.
Proprio in quest’ultimo periodo ne ho tratto un nuovo insegnamento, che ho utilizzato e sto utilizzando per cambiare qualcosa di me. Qualcosa di piccolo, che potrebbe sembrare insignificante ai più, ma che invece – per me – come ogni cambiamento, sta portando qualcosa di nuovo, che apprezzo e che mi stimola.

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