Sono qui da 15 giorni e ho già avuto il primo grosso scombussolamento emotivo: un’ondata di dubbi, paure, rabbia, senso di inadeguatezza, solitudine e chi più ne ha, più ne metta.
Il tutto stimolato da quello che aspettavo e mi figuravo come l’evento “della stabilità”: il trasloco dei miei gatti.
Ne ho tre, Kiwi, Mirtillo e Nocciola: la mia macedonia d’amore.
In questi mesi di pendolarismo loro sono ovviamente rimasti a casa a Milano, tra le loro cose e le loro abitudini, coccolati da amici e parenti che sopperivano la mia mancanza andando a trovarli e nutrirli. Io vivevo forte il senso di colpa per aver fatto una scelta di vita che li stava tenendo lontani e ho riposto in questo loro trasferimento l’aspettativa del mio benessere definitivo: cosa volere di più? Ora sono dove voglio essere, con chi voglio stare e ho pure i miei gatti con me. Cosa può succedere di male?
Oggi, che sto superando il momento di crisi, rispondo che “di male”… nulla.
Di difficile da gestire, molto! Di insegnamento e consapevolezza, altrettanto!
2 commenti
Abbiamo messo tanti strati di terra, con dentro i lombrichi e poi abbiamo messo l'erba.