Immagina un vecchio casale in mezzo alla natura con gattini e paperelle deliziose che ti corrono incontro quando esci a raccogliere le mele del tuo albero, i tuoi bambini vestiti di bianco lino che si rincorrono ridendo in totale armonia in mezzo a un praticello verde, perfettamente tosato, mentre tu, con le persone che ami di più, raccogli fiori e pomodori nel tuo orto… questo è il sogno del Vivere Insieme, quello che tutti (o quasi) vorremmo, abbagliati dalla pubblicità del Mulino Bianco… e forse, da qualche parte in fondo a noi, era anche il nostro.
Quando nel settembre del 2010 ci siamo trovati su quella terrazza immersi nel verde e abbiamo iniziato a cullare l’idea di Tempo di Vivere, pensavamo che tutto sarebbe arrivato di lì a poco e sarebbe stato PERFETTO: accoglienza, ascolto, comprensione, entusiasmo, amicizie incrollabili e affetti che mai si sarebbero persi nel tempo. Eravamo in dieci adulti più bambini, un incontro di persone diverse con percorsi differenti, ma con un sogno in comune.
Il primo ostacolo è stato il confronto a distanza; parlarsi, progettare, sostenersi a cavallo di quattro regioni diverse ci ha portato in pochi mesi a rientrare nelle nostre quotidianità, nei nostri problemi, paure e dubbi. Qualcuno si è sentito sempre meno coinvolto nel progetto, sempre più solo e legato dalle proprie difficoltà, si è allontanato, mentre altri si sono avvicinati in un alternarsi continuo di euforia e demoralizzazione, alla fine, del gruppo originale, siamo rimasti in quattro più un bambino e, col tempo, se ne sono aggiunti altri due ed è nata la piccola Isotta.
Il percorso per arrivare fino a qui non è stato semplice, eravamo tutti d’accordo su ciò che avremmo voluto realizzare, ma le difficoltà ad esprimere paure e bisogni personali spesso ci portavano a incomprensioni che non sempre riuscivano a superare in modo costruttivo, nonostante tra di noi ci fosse un facilitatore… ma niente nella vita avviene a caso, per noi questi quattro anni sono stati utili, anzi, meglio, necessari alla nostra crescita e a rafforzare la nostra visione. Dopo centinaia di posti visti, contratti sfiorati e inspiegabilmente svaniti, il 5 agosto del 2014 siamo finalmente arrivati A CASA.
WOW! E da quel momento tutto è andato come avevamo sognato… ma anche NO!
Passare dalla teoria alla realtà è l’ulteriore grande scoglio che ogni progetto come questo si trova a dover affrontare… e non è facile, quando dopo aver accarezzato per anni un sogno, dopo aver creduto di essere arrivati a un buon livello nel nostro percorso di crescita ci si scontra, ancora, con le proprie ombre, con i propri limiti e se ne scoprono addirittura di nuovi.
Vivere insieme è un’altalena continua di emozioni contrastanti: hai bisogno di silenzio e sei sommerso dal vociare di altre 5 persone e dalle grida di due bambini che non sono nemmeno tuoi, vorresti più ordine e trovi giocattoli ficcati anche sotto il cuscino o tablet “rubati” e abbandonati sul divano, vorresti consultare un libro e devi fare il giro delle stanze per ritrovarlo. Niente è più tuo, ultimamente, anzi, TUTTO è della piccola Isotta, e benché tu abbia idealizzato per anni il concetto di “non proprietà” quando la vedi utilizzare il tuo spazzolino da denti per sturare il lavandino, vorresti non aver mai fatto questa scelta!!!… ma ci sono anche quei momenti speciali (TANTI) in cui ti rendi conto che qualcuno è sempre lì per te, soprattutto quando hai voglia di mollare, quando i dubbi tornano, quando ti senti stanco e hai bisogno di sostegno, quando pensi che le difficoltà ti sovrastino e hai paura di non farcela o quando un bimbo di 7 anni ti abbraccia stretto stretto per dirti che senza di te non avrebbe mai imparato a memoria quella poesia tanto lunga...
E poi ci sono quegli scontri, fisiologici, che tutti sapevamo avremmo dovuto affrontare, ma che fanno così male e nonostante sappiamo che le parole che ci hanno tanto ferito non sono state dette con questo scopo, la rabbia suscitata dal dolore spesso monta fino a esplodere. È in quel momento che si ha bisogno di sentirsi amati, compresi e aiutati a ritornare verso il nostro centro e il gruppo è lì per questo, per donare un sorriso e un abbraccio nonostante tutto, prima ancora di sedersi in cerchio per parlare di noi e di cosa si è mosso dentro.
Vivere insieme ci sta aiutando a vedere parti di noi che non conoscevamo e che, a volte, non ci piacciono, ma ci sta anche dando la possibilità di metterci in gioco e trasformare i conflitti in opportunità di crescita profonda.
Oltre a questo, ci è d'ispirazione per i percorsi che proproniamo, che non sono mai solo teoria, ma frutto di un’esperienza di Vita concreta che ci nutre e migliora di giorno in giorno.
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