Venerdì scorso sono stato con Riccardo, Cristina, Giuditta e Luana a prendere visione delle case abitabili nel borgo di Calenzano, a cento metri dal borgo di Camera Vecchia dove ha sede la comunità Tempo di Vivere. Erano con noi Annunziata e Domenico, nato nel 1952: " ...in quella casa lì sotto, quando qui ci stavano 300 persone!".
Le case di sasso a un piano poggiano da secoli solide sulla roccia, senza bisogno di fondamenta, col tetto di lastre d'arenaria. Più che in abbandono sembrano in attesa, senza fretta, consapevoli della propria giustezza nelle piccole finestre da cui scorgi sconfinati panorami.
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Dopo due anni di tentativi fallimentari con l'orto sinergico e vari metodi permaculturali (tra cui una food forest), su una collina di sola argilla grigia, in pendenza e soggetta ai peggiori eventi atmosferici (vento a raffiche e poca acqua) quello creato con il metodo dell'orticoltura naturale nel 2017 (oggi ridefinita Coltivazione Elementare) è il primo orto realmente produttivo della comunità.