Seconda edizione del corso base di Scollocamento: prima replica, tante differenze, nuove paure, qualche imprevisto e altrettante sorprese.
Noi di Tempo di Vivere siamo in tre in meno, Katia è via per un corso, Massimo e Silvia, amici che ci avevano aiutato la volta scorsa, questo week end sono via, abbiamo con noi i due bambini da seguire e una decina di persone in arrivo. Ciò che ci occupa maggiormente la testa è il pensiero di Isotta, due anni, per la prima volta la mamma è via per due giorni, notte compresa … io e Simona saremo impegnate con il gruppo di lavoro e … tre uomini soli … Ce la faremo?
Alle 8.30, precise, sono già arrivati quasi tutti i corsisti, la maggior parte uomini!
Ecco il perché di tanta puntualità!
Bella giornata, sole stupendo, caldo e una brezza di vento che ci accompagna, alle 9 precise si inizia.
La prima novità è la partecipazione dei nostri comunardi che, la scorsa volta, si sono sentiti esclusi. Il loro desiderio è quello di vivere gli ospiti più da vicino, non solo di essere un supporto, essenziale sì, ma silente!
Fin dal primo giro di condivisione notiamo grandi differenze: le aspettative, le modalità di approccio, l’immediata apertura a una condivisione profonda, le storie e i percorsi personali; abbiamo di fronte un gruppo con diversi punti in comune, grazie ai quali i partecipanti si rispecchiano facilmente, creando un’atmosfera di intimità fin dai primi momenti, un gruppo meno variegato del primo, ma ugualmente consapevole che il cambiamento parte da se stessi.
L’elasticità è fondamentale, dobbiamo rivedere tutta la scaletta, all’istante, modificare i tempi dedicati ai lavori di gruppo misurandoli sulle nuove esigenze, apportare dei cambiamenti per personalizzare il percorso, per dare risposte efficaci alle persone che abbiamo di fronte.
E Isotta?
La giornata scorre, intensa, coinvolgente e impegnativa fino all’ultimo esercizio sugli obiettivi: è buio, la cena quasi pronta, la stanchezza dilagante, e l’ultimo intervento dell’ultimo partecipante … l’ultima (speriamo) sorpresa per oggi: “il mio obiettivo è … farla finita ora ..!”
Stupore, sconcerto, il silenzio cala nella stanza, l’imbarazzo è palpabile, nelle mie mani la possibilità di riportare tranquillità nel gruppo. Il mio intervento è pacato, accogliente, esprime la volontà e il bisogno di comprendere cosa si è mosso in lui. La risposta è altrettanto pacata ma esprime il bisogno di interrompere il lavoro.
Dopo cena, tra scuse e complimenti, annuncia, addirittura, il suo ritiro dal corso.
Mille pensieri e tante emozioni si muovono in me, analisi e autocritica, ascolto e osservazione delle reazioni del gruppo, come recuperare l’armonia che si era creata?
Non c’è stato bisogno di recuperare nulla, anzi! Il gruppo si è riunito spontaneamente, il desiderio di condivisione è aumentato, assieme all’approvazione e al sostegno nei nostri confronti, a dimostrazione che ciò che stiamo facendo è utile e valido, che siamo sulla strada giusta. I feedback che abbiamo ricevuto al termine dei due giorni ne rappresentano la conferma.
E Isotta?
Speciali, come sempre, i nostri comunardi!
Isotta è felice e tranquilla, i tre uomini se la sono cavata alla grande! La comunione di intenti, il sostegno, la silente e spontanea collaborazione, l’osservazione delle esigenze reciproche hanno vinto le difficoltà!
Pasti stupendi e golosi, momenti comuni, risate e chiacchiere tutti insieme ci hanno accompagnato al meritato riposo notturno.
Lascia un commento...
File dei Termini e Condizioni
Sottoscrivi
Report