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L’Europa vuole sostituire il 10% della benzina con biocarburanti.

biocarburantiL’Europa vuole sostituire il 10% della benzina con biocarburanti. Significa foreste distrutte e uomini affamati

Un altro no, grazie, ai biocarburanti. L’Unione Europea si è prefissa l’obiettivo di sostituire con i biocarburanti il 10% della benzina e del gasolio.

Un gruppo di associazioni ambientaliste fra cui Friends of the Earth Europe ha commissionato all’Ieep (Institute for European environmental policy) uno studio sugli effetti di questa decisione.

Il risultato. La produzione di tutti questi biocarburanti richiederebbe una superficie agricola grande due volte il Belgio. Significa che per nutrire i serbatoi bisognerebbe convertire in campi e piantagioni – da qualche altra parte del mondo – un’analoga estensione di foreste. In alternativa bisognerebbe lasciare senza cibo delle persone. E non solo.

Il rapporto dell’Ieep si intitola “Anticipated Indirect Land Use Change Associated with Expanded Use of Biofuels and Bioliquids in the EU – An Analysis of the National Renewable Energy Action Plans”.

Il punto di partenza è il fatto che solo di recente i Paesi dell’Unione Europea hanno reso noto come intendono raggiungere il famoso obiettivo 20-20-20 (20% di energia prodotta da fonti rinnovabili e 20% di risparmio energetico entro il 2020), che contempla anche il 10% di biocarburanti al posto dei carburanti tradizionali. Lo scopo è ottenere una riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra che entra nell’atmosfera in seguito all’uso dei combustibili fossili.

Ebbene, il rapporto constata che i piani nazionali prevedono l’uso generalizzato di biocarburanti derivati da colture alimentari: grano, semi di colza, canna da zucchero (ci sono alternative come ad esempio le alghe che, sebbene non necessariamente convincenti, non sottraggono terreno all’agricoltura).

Per produrre raccolti tali da soddisfare l’obiettivo europeo del 10% di biocarburanti, ha calcolato l’Ieep, servirebbe un’estensione di terreno agricolo pari a 4,1-9,1 milioni di ettari.

E visto che non ci sono, bisogna inventarli. Cioè convertire in campi e piantagioni, da qualche parte del mondo, un’equivalente superficie ancora vergine e non utilizzata dall’uomo. In pratica, distruggere foreste in un’area grande il doppio del Belgio, visto che da steppe, montagne e deserti si cava ben poco.

Gli alberi delle foreste sono i polmoni del pianeta. Assorbono carbonio, contrastano l’effetto serra. Disboscare la superficie necessaria per ottemperare alla direttiva europea sui biocarburanti equivale a permettere che ogni anno entri nell’atmosfera una quantità di anidride carbonica compresa fra le 27 e le 56 milioni di tonnellate.

Altro che ridurre le emissioni. In particolare, questa ulteriore quantità di emissioni sarebbe pari a quella prodotta da ulteriori 12-26 milioni di autoveicoli circolanti sulle strade. Un clamoroso autogol (o peggio), non certo una misura a favore dell’ambiente.

Il comunicato stampa di Friends of the Earth i biocarburanti europei conducono alla rovina ambientale e sociale

Il comunicato stampa dell’Ieep e lo studio completo: le conseguenze indirette dei biocarburanti europei

Fonte: BlogEko

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