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Gli articoli utili a comprendere meglio i perché e il come vogliamo proporre questa serie di incontri, sono:


logo_pungiglione_foto_edificioINCONTRO di SABATO 3 SETT/11

IL LUOGO: Per tutte le ragione sopra menzionate, abbiamo deciso un luogo a noi caro affettivamente, dove incontrare le persone interessate; presso la comunità “IL PUNGIGLIONEVILLAGGIO DELL' ACCOGLIENZA a Mulazzo (Massa Carrara), una ONLUS che fin dall’inizio della sua storia, ormai decennale, si è dedicata alla produzione agricola di qualità come strumento per promuovere azioni di recupero sociale di persone che hanno vissuto esperienze di sofferenza e disagio in un ottica di promozione umana, solidarietà e giustizia. Attualmente è il maggiore produttore di miele DOP e BIO-DOP della Lunigiana. Fa parte del “Consorzio di tutela del miele DOP della Lunigiana”. Soggetto gestore anche della Bottega dei Buoni Frutti. All'interno della struttura hanno sede una falegnameria, che fornisce a tutti gli apicoltori che ne fanno richiesta a livello nazionale materiali per l'apicoltura, un ostello per ospitare gruppi, un ristorante, un alimentari e una fattoria didattica. Vengono prodotti e venduti dalla filiera corta, solo alimenti biologici: carne fresca, formaggi, olio, vino, verdure e frutta fresca, cosmetica e prodotti omeopatici, e tutti i prodotti tipici della Lunigiana.
Un grazie di cuore per la loro bontà, a Massimiliano, Franco, Mauro e a tutti coloro che ci hanno permesso di usufruire dell'ospitalità del villaggio, beneficiando così, della calorosa accoglienza che ci è stata offerta da tutti i residenti della comunità.


SONO PRESENTI 14 PERSONE:
Gabriella e Antonio da Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) in qualità di promotori dell’incontro; Emma, Mario da Reggio Emilia; Michele da Firenze, Filippo e Caterina da Fontanellato (Parma), Gianni da Brescia, Umberto da Fivizzano (Massa Carrara); Cristina e Marco da Pisa; Katia e Ermanno da Lodi, Augusto da Sarzana (La Spezia). Per alcuni di loro omettiamo le presentazioni in quanto sono già presenti su questo sito, alle singole schede del gruppo TdV. Un gazie di cuore, a tutti i partecipanti che hanno contribuito al successo dell'incontro.

INIZIAMO CON LE PRESENTAZIONI:
Emma, [..sono prossima alla pensione e già da tempo, sono vicina e attiva in TdV. La motivazione della mia  presenza in TdV è il mio  desiderio di vivere la mia “vecchiaia” in campagna con una “famiglia scelta” nella condivisione di nuovi valori umani ed ecosostenibili. Sono partita da un bisogno di crescita personale e ho conosciuto Gabriella, mi ha aiutato in quel percorso che da soli è molto difficile da ottenere. Proprio per questo, attraverso l’aiuto di Gabriella sono andata verso il cambiamento e verso la comprensione di “che cosa voglio”, successivamente mi sono avvicinata a questo progetto di TempoDiVivere proprio per trasmettere ad altri ciò che mi è stato donato, per aiutare altre persone a fare la propria scelta di cambiamento, sostenuta da professionisti1 della relazione di aiuto, permettendo così a chiunque.. di cambiare se stessi e camminare con le proprie gambe..]

Mario, [..mi sono avvicinato a TdV inizialmente attraverso Emma ed ora con Gabriella con la quale sto seguendo un percorso di crescita personale. La volontà di costruire una vita nuova abbandonando le cose esterne a me, coltivando per esempio un orto e allevare qualche animale, ma quello che penso sia la cosa più importante è conoscere noi stessi, trasmettere ad altri questa nuova consapevolezza, attraverso l’aiuto di persone preparate ad aiutarci in questo percorso verso il cambiamento. Condivido l’amore per la natura ma, il mio desiderio più grande è arrivare ad una serenità, tranquillità  e ricchezza interiore. Per ottenere tutto  questo, oltre ad una tranquillità di sostentamento economico, ma ciò che è necessario, sicuramente è l’impegno che dobbiamo e vogliamo metterci. Le strade che si possono percorrere sono diverse, potrebbe essere un tipo di formazione e l’ospitalità (entrambi per il sostentamento economico). La cosa principale sono la coesione, la condivisione, la collaborazione nel vivere insieme. Tutto ciò è comunque molto difficile in quanto inizialmente si può stare bene, ma poi cominciano incomprensioni e conflitti. Per evitare i quali, secondo me, la conoscenza di sé è molto.. molto.. molto.. importante..]

Michele, [..8 anni alla pensione. Nella mia vita sono andato per tentativi, portato dalla corrente o meglio, mi sono lasciato portare per scelta. Nella mia vita  le relazioni con le donne (madre, sorella, compagne..), hanno portato problemi e scelte obbligate. Non voglio parlare di sfortuna, mi sento un po’ Woody Allen. Molte esperienze lavorative, ho lavorato anche nel sociale. Ho fatto esperienze spirituali e religiose cattoliche, oggi sono più vicino alla comunità Valdese. Mi sono avvicinato all'agricoltura Biodinamica, avendo affittato insieme ad un mio amico, una colonica sulle colline fiorentine, intorno fine anni 70. Ora che gli anni passano, mi sono avvicinato a TdV come soluzione di vita, per sperimentare un sistema di vita diverso attraverso la convivenza e l’ascolto..]

Filippo, [..Ho vissuto in una grande casa, una comunità di parenti, un'infanzia felice. Pian piano questa comunità si è disgregata. Nel tempo, mi sono reso conto che cercavo di riformare questa realtà, questo luogo di sincerità, con gli amici e conoscenti che frequentavo. Vivo il senso di continuità attraverso l’unione delle persone, con varie competenze, come accade in un alveare. Entrando nel mondo del lavoro sentivo mio nonno, che faceva il cavatore a Carrara, parlare degli operai come di una famiglia, ed ero convinto che avrei potuto ricreare quel senso di “famiglia”. Invece oggi mi sono reso conto che l’ambito lavorativo è un mondo di squali, dove chi sanguina viene attaccato invece di essere aiutato.  Questo è stato l’inizio del mio vedere le cose in modo diverso, del provare e riprovare e non rinunciare ad avere il massimo della sincerità, quello che è mio è tuo… Saltando al presente, ho imparato da poco il significato della parola Olismo e mi ci ritrovo pienamente.  Leggendo tra le righe degli articoli di TdV ho ritrovato questo senso di collegamento fra il tutto, mi sento affine a questa visione.. ed eccomi qua.
Non metto al mondo figli in questa società, perché non saprei cosa insegnargli, non voglio insegnargli a mentire, a vendersi e non voglio proporgli ciò in cui non credo, qualcosa che non sento dentro. Non voglio mettere al mondo un figlio per farlo stare come sono stato io.. in un certo senso non sono stato così male..  assolutamente.. ma sono arrivato a stare male.. sono arrivato a tentare o meglio inscenato il suicidio in un momento in cui sono andate male alcune cose. Mi piace scrivere di me. Sono arrivato alla conclusione che il mondo fuori è sbagliato, non funziona. Faccio il fotografo, l’attività di mio padre, ma anche se sembra un mestiere ricco di creatività, non mi sento libero di esprimere la bellezza secondo il mio punto di vista. Ho vissuto le esperienze più belle durante il militare, dove sentivo questo grande amore, l’amicizia vera e un grande impegno da parte di tutti. Poi anche quando ho lavorato in un vivaio al fianco di persone di una certa età.. pensionati, sono stato benissimo per 3 anni. Sono sempre stato bene con le persone più grandi di me, con le loro filosofie di vita.
Non riesco ad accettare il denaro in cambio del tempo e della vita, è come sentirsi schiavi ed impotenti, economia del tempo. Qualcuno mi chiama poeta o predicatore, qualcuno mi chiama matto. Mio padre mi ha sempre detto “fai ciò che ti piace”, ma non ci sono mai riuscito, non ho mai avuto la fiducia di nessuno. Sento molte capacità in me, scrivere, ragionare, faccio di tutto e ho fatto tante cose, sento di avere molta sensibilità, vorrei mostrarla e che servisse a qualcosa..]

Caterina, [..mi sono sempre accontentata della vita. Figlia di operai, che mi vogliono bene ed io voglio loro un bene dell’anima. Mio padre ha lavorato 40 anni a Milano prendendo 4 mezzi. Mi ha sempre detto “devi andare a lavorare, dalla mattina alla sera, la vita è sacrificio, devi sacrificarti”, trasmettendomi che la vita è fatica. Sono sempre andata avanti a testa bassa, fino a che dopo la mia separazione.. mi sono un pochino svegliata. Ho venduto la casa e ho vissuto da sola. Mi sono gestita la vita da single e avvicinata al sociale. Ho fatto la volontaria in casa di accoglienza per extracomunitari, comprendendo sempre di più le realtà disagiate, a volte anche accogliendo in casa persone che stavano veramente male, ho tenuto la porta di casa aperta. Mi sono conosciuta nel profondo. Riempire il vuoto che avevo dentro, ripromettendomi di non aprire più il mio cuore a nessuno. Poi è arrivato Filippo, che mi ha aperto in parte la mente, mi ha aiutato a comprendere il senso della vita, a non accontentarmi, a guardare dentro me stessa, scegliendo quello che doveva essere la mia vita.
Di Filippo è anche il merito di avermi fatto conoscere TdV, in quanto lui da oltre due anni stava cercando una comunità. Non ritengo di avere grosse capacità ma mi piacciono in modo spropositato gli animali, voglio fare un corso di Pet-Therapy. Mi sono avvicinata al mondo degli animali facendo la volontaria.
Il mio progetto è vivere in comunione e penso che riusciremo ad amalgamarci..]

Umberto, [..da sempre sono molto curioso del vivere insieme, delle esperienze comunitarie. Ho fatto una lunga esperienza in diverse comuni, una di queste seguiva l’ideologia comunista. C’era una condivisione completa di bene e denari, funzionava bene. Un’altra era una comune urbana, formata da operai, medici, infermieri. E’ durata 7 anni. Tra gli anni 70-80 abbiamo vissuto come quello che oggi si definisce CoHousing. Ho creato GAS e Cooperativa di produzione biologica, e anche di BioEnergie alternative. Direzione generale del Biologico di una Coop tra produttori e consumatori. Queste è sempre stata la mia competenza..]


Gabriella dice: L’incontro mi ha messo di fronte a persone, tutte diverse tra loro, per vissuto e motivazioni.

  • C’è chi ha già preso decisioni, ha fatto scelte e inizia ad incamminarsi sulla strada della ricerca del gruppo. Ha elaborato, in passato, una certa esperienza di confronto con gli altri, anche se, spesso, non costruttiva, ed è convinto che, se c’è la “motivazione forte” al cambiamento, con il supporto di professionisti della facilitazione, le difficoltà verranno superate. Ha fiducia che il desiderio del “cambiamento” sia, in sé, garanzia di superamento di ogni tipo di difficoltà di relazione e che, l’impegno economico, l’esborso di quote per l’acquisto, rappresenti il secondo elemento base per il successo del progetto. La presenza all’incontro sembra più dovuta alla ricerca di persone interessate al suo progetto, che alla proposta delle “prove di convivenza”
  • C’è chi ha pensato alla convivenza come superamento del senso di solitudine, vivendo come precaria, l’età avanzata. Pensa che sia fattibile il cambiamento, e dimostra interesse per il “periodo di prova!”
  • C’è chi, nella vita, ha già fatto scelte importanti, ha già scelto il ben-essere e il ben-vivere, ama confrontarsi nei rapporti con gli altri e dimostra interesse per il “periodo di prova!” considerandolo fattibile e positivo, inoltre avendo la propria autonomia economica, attraverso la pensione, vive la “prova” come maggior tranquillità, in quanto non impone azioni di vendita delle proprietà acquisite negli anni.
  • C’è chi sente la spinta ad una vita di relazione migliore, sia con se stesso e che con gli altri, come  “bisogno” vitale.  Giovane, lavoro stabile, economicamente tranquillo, ha già tentato di agire ed si è sentito costretto dalle circostanze a fare ”dietro front” per le difficoltà dell’essere solo. La prova appare come un’opportunità da cogliere e da vivere, dimostra convinzione e notevole interesse per il “periodo di prova!
  • C’è chi è deciso al passo e vive, al momento stesso, forti paure rispetto al sostentamento, al bisogno di autonomia e sicurezza economica. La prova non riesce a trasformare le paure, a dare tranquillità al bisogno di sicurezza. Rimane concentrato sulla ricerca di soluzioni economiche piuttosto che guardare all’unione, come punto di forza e non di debolezza.
  • C’è chi, pur essendo libero da impegni lavorativi, vive la comunità come una soluzione e al momento stesso, rimanendo legato ai vecchi schemi sociali di individualismo, rimane bloccato in paure e domande, quasi a cercare risposte, soluzioni, rassicurazioni e certezze dagli altri. Sembra voglia valutare la prova come “una possibile strada” tuttavia senza mostrare tranquillità e convinzione.
  • C’è chi mostra semplice curiosità, ha già esperienze di comune e, pur essendo la sue esperienze positive, oggi ha una sua idea e probabilmente la ricerca è ancora in corso. Si pone come osservatore e non condivide i progetti e le idee personali.
  • C’è chi è sicuramente deciso al cambiamento e ne è orgoglioso. Nonostante ciò, vive le paure di abbandonare le “sicurezze” di oggi, si sente, in parte, bloccato dalla necessità di fare UN SOLO passo alla volta, per non sbagliare, confuso dal dovere affrontare incombenze e azioni concrete quali: vendita della casa di proprietà, estinguere il mutuo, preavviso e licenziamento,  reinventarsi nuove attività di sostentamento. Sembra alla ricerca della scelta PERFETTA e SICURA! Pensa: “Forse la prova è una buona scelta, ma se non lo fosse, se ce ne fosse una migliore?
  • C’è chi, sentendo da tempo il bisogno di qualcosa di diverso e migliore nella sua vita, solo da poco ha iniziato a pensare al come attuare questo cambiamento e sta “guardandosi in giro” Pensa: “Chissà, la prova potrebbe essere un modo!

Sicuramente ciò che considero sia stato sbagliato è la valutazione del tempo da dedicare all’incontro.

Un giorno solo non è sufficiente

  • Ci ha permesso di iniziare a conoscerci e presentare, per sommi capi, il progetto.
  • Ci sono stati momenti di serena convivialità, da parte di tutti.

E’ mancato il tempo

  • Per condividere le emozioni che percepiamo e viviamo nell’immaginarci all’interno di questo luogo comune, in cui godiamo della condivisione, accoglienza, ascolto, accettazione, solidarietà e cordialità, dell’aiuto e sostegno reciproco, della fiducia e dell’affidarci all’altro, della sincerità e spontaneità, nella certezza di sentirci liberi di spogliarci di ogni maschera e permetterci di essere noi stessi, quelli veri, senza paure di giudizi e pregiudizi.
  • Per condividere la sensazione di libertà e la felicità del sapere che ciò che stiamo provando è reale e replicabile.
  • Di condividere il progetto, di valutarlo nelle sue sfaccettature e opportunità.
  • Di arricchire il progetto con nuovi spunti, idee e miglioramenti.
  • Di ascoltare dubbi e paure per superarli e trasformarli, insieme.
  • Per comprendere da ognuno, quali sono:
  • i desideri e le motivazioni al cambiamento
  • le azioni messe in atto fino a questo momento per raggiungere l’obiettivo di ognuno del miglioramento della propria vita.
  • che cosa è mancato
  • conoscere dubbi paure e difficoltà
  • individuare in quanto tempo attuare il cambiamento
  • i punti di forza ed i limiti che ognuno individua in sé
  • che cosa ognuno si aspetta dagli altri
  • in che modo ognuno può dare il suo contributo
  • quali passi nuovi vorrebbe intraprendere
  • come pensa possa attuarsi il sostentamento individuale e/o del gruppo
  • cosa ognuno pensa necessario per raggiungere il suo sogno/desiderio/obiettivo

Da ciò la proposta di un nuovo incontro
il 24-25 settembre/11
ancora a Mulazzo (Massa Carrara)
presso "il Pungiglione"


Per chi avesse difficoltà ad essere presente ad entrambe le giornate, tra coloro i quali sono già intervenuti all’incontro del 3 settembre, è consigliabile la presenza nella giornata di domenica 25, durante la quale affronteremo i punti sopra indicati per proseguire nel percorso di conoscenza e di definizione delle modalità di adesione ed intervento.

Per rendere l’incontro più costruttivo  e facilitarne lo svolgimento, è utile che ognuno scriva

  • quali sono le motivazioni che lo spingono a partecipare all’incontro
  • quali sono le aspettative rispetto all’incontro.
  • quale il suo contributo al progetto di “Prove di convivenza”

e inoltre, rispetto al sogno/progetto/desiderio personale di miglioramento della qualità della propria vita, scriva

  • quali sono le motivazioni che lo spingono verso il sogno di cambiamento
  • quali dubbi ha, le paure che prova nel pensare alla realizzazione del tuo sogno
  • quali difficoltà pensa di incontrare e come pensa di superarle
  • quali difficoltà vive in questo momento come insuperabili
  • come pensa di attuare (strumenti, strategie) e come pensa contribuire alla propria idea di comunità
  • quali passi nuovi vorrebbe intraprendere per realizzare il suo sogno,
  • quali pensa possano essere i mezzi di sostentamento individuale e/o del gruppo,
  • cosa pensa sia necessario per raggiungere il suo sogno/desiderio/obiettivo
  • in quanto tempo vuole realizzarlo


La ”visione”  esprime il “chi”, il “che cosa” e il “perché” della comunità futura.
La “missione” o "scopo”:  ciò che farai fisicamente
I “valori”,...
Le “aspirazioni”: desideri o ambizioni forti
Le “finalità” e “obiettivi”: che ti impegni a raggiungere, però a breve termine, spesso nel giro di alcuni mesi o di un anno.,
Gli “interessi”: includono esperienze, modi di essere o cose fisiche alle quali sei interessato/a nella comunità futura. 
La “strategia” stabilisce una serie di obiettivi in un determinato periodo. Comprende il “come”, il “dove” e il “quando”. Riguarda bilanci preventivi, il modo in cui ci arriverete a realizzare il progetto/sogno/desiderio.

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