
Tutto è cominciato quando Antonio, alle 20 del venerdi precedente all'inizio del corso per la costruzione di un forno in terra cruda mi dice, non solo che il corso lo terrà lui, ma che io sarò il suo assistente.
Bene! puoi immaginare la "leggera agitazione" che si è impossessata di me tanto da spingermi a precipitarmi sul computer a cercare qualunque informazione addizionale che potesse essermi utile ad assolvere questo compito che mi sembrava veramente arduo, ma...

Come per magia, il giorno dopo ci siamo trovati con gli amici venuti per costruire insieme a noi questo benedetto forno tutti seduti in cerchio. In una bellissima giornata di sole ci siamo confrontati sulle reciproche conoscenze riguardo l'argilla, gli spessori, le strutture necessarie, e via dicendo, con semplicità, con voglia di apportare le nostre conoscenze, senza ansia di primeggiare o senza cercare d'imporre la propria volontà (a parte qualche rara eccezione subito fatta rientrare dal gruppo intero).
Via via che la costruzione prendeva forma la sinergia fra noi aumentava.
Ricordo la condivisione di lunghi momenti di silenzio mentre, ad esempio, si stendeva uno strato d'argilla su cui poggiare il primo strato d'isolamento fatto da "nientepopodimenoche" sughero, recuperato da una vecchia sala d'incisione smantellata, con le mani di tutti noi che la stendevamo in maniera uniforme e anche momenti di discussione, a tratti anche un pò accesa, ma sempre tesa a trovare la migliore soluzione possibile su come costruire il forno vero e proprio.

In nessun momento abbiamo sentito il peso di uno che guida, piuttosto ci siamo resi conto in più occasioni che eravamo veramente
tante sfaccettature di un unico diamante che in maniera
pacata e
collaborativa portava avanti un
progetto comune; in quel momento -
se ancora ce ne fosse stato bisogno - mi sono reso conto di essere dove volevo essere e di fare quello che volevo fare e cioè partecipare ad un progetto comune con persone che a volte mi piacciono, a volte mi piacciono meno, ma che fino ad oggi si sono dimostrate coerenti con le loro dichiarazioni d'intenti.
Mentre scrivo quest'articolo vedo il forno "quasi" finito dalla finestra: sembra una tartaruga delle Galapagos per alcuni, per la nostra piccola Isotta sembra un mucchio di biscotti (pezzi di sughero a vista) e sono veramente orgoglioso, non tanto del forno (che come dice qualcuno, potrebbe anche sciogliersi), ma dell'energia che si è creata fra i componenti del gruppo; 9 persone, alcune delle quali assolutamente sconosciute all'inizio e delle potenzialità che queste esprimeranno nel futuro dopo questa bella esperienza.

Siamo già pronti a replicare questo tipo di lavori insieme con nuovi progetti o chissà magari ancora con un altro forno a casa chissà di uno dei nostri nuovi amici.
Alla prossima
Mario
pseudo assistente , vice manovale e project manager
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