LE REALTA' IMMAGINATE ALIMENTANO LA COSCIENZA
parte I (parte II)
* Da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" P.D. Ouspensky (Astrolabio) Link
[... L'uomo moderno vive nel sonno; nato nel sonno, egli muore nel sonno. Del sonno, del suo significato e della parte che ha nella vita, parleremo più tardi, ora riflettete soltanto su questo: che cosa può conoscere un uomo che dorme? Se ci pensate, ricordandovi nello stesso tempo che il sonno è la caratteristica principale del nostro essere, subito vi diverrà evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzi tutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioè sulla maniera di cambiare il suo essere...]
"Esistono menti che si interrogano,
che desiderano la verità del cuore,
la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita,
cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni,
e di penetrare in loro stesse.
Se un uomo ragiona e pensa bene,
non ha importanza quale cammino egli segua
per risolvere questi problemi,
deve inevitabilmente ritornare a se stesso,
ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia
e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui."
(G. I. Gurdjeff)

Introduzione al contatto con la coscienza individuale: preso da blog di Noisyhush
[...Georges Ivanovič Gurdjieff (Alexandropol, 13 gennaio 1872 - Neuilly, 29 ottobre 1949) è stato un filosofo, scrittore, mistico e "maestro di danze" armeno. L'eredità lasciataci da questo grande maestro è tra le più preziose a cui possiamo far riferimento e, mai come oggi, il suo insegnamento si dimostra appropriato e necessario per contrastare l'inconsapevolezza e l'intorpidimento tipici dell'uomo moderno....]
Quella che segue è una sintesi tratta dal libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto di P.D. Ouspensky, un discepolo del grande maestro (descrizione degli scritti della Quarta via):
Recensione per Frammenti di un insegnamento sconosciuto scritta da:
Vinicio, Antonio, caracara
Un libro eccezionale, da leggere almeno 3 volte le prime due per togliere la meccanicità e l'automatismo che abbiamo cucito nel sistema uomo.... poi dalla terza volta il messaggio comincia a mettere radici, da comperare e da leggere con calma quando si vuole dare uno choc ascendente alla nostra ottava quando cambia direzione....
[..."Riguardo all'evoluzione dell'uomo, è indispensabile comprendere fin dall'inizio, che non esiste la possibilità di una evoluzione meccanica.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della sua coscienza,
e la 'COSCIENZA' non può evolvere inconsciamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della sua volontà,
e la VOLONTA' non può evolversi involontariamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione del suo POTERE DI FARE, e 'FARE' non può essere il risultato di ciò che 'accade'.
"La gente non sa che cosa è l'uomo. Si trova alle prese con una macchina molto complicata, molto più complicata di una locomotiva, di un'auto o di un aereo, ma non sa nulla o quasi nulla della struttura, della marcia e delle possibilità di questa macchina; non capisce neppure le sue più semplici funzioni perché non conosce lo scopo di queste funzioni. Immagina vagamente che un uomo dovrebbe imparare a guidare la sua macchina, come deve imparare a guidare una locomotiva, un'auto o un aereo, e che "una manovra incompetente della macchina umana, è altrettanto pericolosa di una manovra incompetente di qualsiasi altra macchina". Tutti se ne rendono conto quando si tratta di un aereo, di un'auto o di una locomotiva. Ma è molto raro che si prenda la cosa in considerazione quando si tratta dell'uomo in generale "o di se stessi in particolare".
Si crede giusto e legittimo pensare che la natura abbia dato all'uomo la conoscenza necessaria della propria macchina; tuttavia si converrà che una conoscenza istintiva di questa macchina è lungi dall'essere sufficiente.
Perché gli uomini studiano la medicina e ricorrono ai suoi servizi? Evidentemente perché si rendono conto di non conoscere la propria macchina. Ma non sospettano che potrebbero conoscerla molto meglio di quanto fa la scienza e che potrebbero allora ottenerne un lavoro completamente differente".
Molto sovente, quasi ad ogni riunione, Gurdjieff ritornava sull'assenza di unità nell'uomo.
"Uno dei più gravi errori dell'uomo, diceva, quello che deve essergli costantemente ricordato, è la sua illusione riguardo al suo 'Io'.
"L'uomo così come lo conosciamo, l'uomo macchina, l'uomo che non può 'fare', per il quale e attraverso il quale 'tutto accade' non può avere un 'Io' permanente ed unico.
Il suo 'io' cambia velocemente come i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi umori, ed egli commette un errore profondo quando si considera come se fosse sempre una sola e stessa persona; in realtà egli è sempre una persona differente; non è mai quello che era un momento prima....] segue parte II
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