LE REALTA' IMMAGINATE ALIMENTANO LA COSCIENZA
parte II (link parte I)
«In generale,
che cosa occorre per svegliare un uomo addormentato ?
Occorre un buon choc. Ma quando un uomo è profondamente addormentato, un solo shock non basta; è necessario un lungo periodo di shocks incessanti; di conseguenza occorre qualcuno per somministrare questi shocks . Vi è anche la possibilità di essere svegliato con dei mezzi meccanici. Si può fare uso di una sveglia. Il guaio è che l'uomo si abitua troppo presto a qualsiasi sveglia: semplicemente, non la sente più. Sono dunque necessarie molte sveglie e con suonerie sempre diverse. L'uomo deve letteralmente circondarsi di sveglie che gli impediscano di dormire. E anche in questo caso sorgono ancora delle difficoltà. Le sveglie devono essere caricate; per caricarle è indispensabile ricordarsene; per ricordarsene occorre svegliarsi sovente. Ma peggio ancora, un uomo si abitua a tutte le sveglie e dopo un certo tempo dorme ancora meglio. Di conseguenza le sveglie devono essere costantemente cambiate, e bisogna sempre inventarne di nuove. Col tempo, ciò può aiutare un uomo a svegliarsi. Ora, vi sono poche probabilità che un uomo possa fare tutto questo lavoro di inventare, di ricaricare e di cambiare mezzi per svegliarsi, senza un aiuto esteriore. È molto più probabile che dopo aver incominciato questo lavoro si riaddormenti e che nel sonno sogni di inventare delle sveglie, di ricaricarle e di cambiarle, mentre invece dorme sempre più profondamente. Un uomo solo non può fare niente. Un uomo, dunque, che voglia svegliarsi, deve cercare altre persone che vogliano esse pure svegliarsi, al fine di lavorare con esse. Ciò, tuttavia, è più facile a dirsi che a farsi, perché l'avvio di un lavoro di tal genere e la sua organizzazione richiede una conoscenza che l'uomo ordinario non possiede. "Il lavoro" deve essere organizzato e deve avere un responsabile. Senza queste due condizioni non può dare i risultati attesi e tutti gli sforzi sono vani. […] Il lavoro deve essere organizzato. E non può esserlo che da un uomo che ne conosca i problemi, gli scopi e i metodi, essendo lui stesso passato a suo tempo attraverso un tale lavoro organizzato. Il lavoro comincia di solito con un piccolo gruppo. Questo gruppo è generalmente in rapporto con tutta una serie di gruppi analoghi di differenti livelli che costituiscono, presi nel loro insieme, ciò che può essere chiamato una scuola preparatoria.»
(I. G. Gurdjieff)
«Un gruppo deve ‘esaurire’ le aspettative emotive e deve anche fornire ai suoi membri un contesto in cui gli incontri irrilevanti e abitudinari, come pure le caratteristiche importate da altri sistemi, possano essere messi in risalto e osservati, in modo che ognuno possa vedere ciò che è essenziale e ciò che non lo è. Molte delle sue attività esteriori sono quelle tipiche di un gruppo preparatorio. Ciò non significa che queste attività non siano estremamente importanti, perché altrimenti non si avrebbe l'opportunità di osservare le proprie reazioni e quelle altrui. Gli altri gruppi sono, in effetti, gruppi sociali in cui le ‘lezioni’ sono offuscate o falsate perché ciò che si ricerca sono i rapporti superficiali a carattere tribale.
Aspetto: il gruppo può assumere qualsiasi forma compatibile con la cultura nella quale opera; il principio guida è che alcune persone devono essere messe in relazione nell'ambito di un'entità vitale.
Obiettivo: riunire e mantenere sotto una giusta direzione le condizioni specifiche entro le quali l'Insegnamento può operare.
Intenzione: permettere al maggior numero possibile di individui di raggiungere, a tempo debito, la comprensione grazie alla quale tanto gli effetti maggiori quanto, quelli minori dell'Insegnamento possano contribuire nel miglior modo possibile al loro sviluppo.
Programma: fare in modo che il gruppo funzioni come canale per gli impulsi, sempre più sottili, provenienti dalla Fonte, e armonizzare i membri in modo che possano percepire questi impulsi.
Caratteristiche: Individui abbastanza seri, ma non indottrinati; un atteggiamento che permetta alla trasmissione di operare; un orientamento che permetta di ricevere e di utilizzare i materiali forniti o indicati dall'attuale rappresentante dell'Insegnamento.
Modus Operandi: riunioni, letture, ‘audizioni’, compiti, pratiche, studio teorico e pratico, organizzazione dell'ambiente.
Degrado: sintomi di degrado: semplificazioni, contrazione dell'attività; speranze messianiche e convinzione di aver trovato la panacea; attribuzione di un carattere sacrosanto a comportamenti gerarchici; confusione tra senso lato e senso figurato; agiografia; trasformazione del gruppo in fonte di stimoli socio-psicologici o in elemento dispensatore di sicurezze (o in entrambi al tempo stesso), in ambiente che dà spazio alla proiezione della personalità e al soddisfacimento del bisogno di attenzione, in succedaneo di raggruppamento politico, religioso, psicologico, sociale, universitario, familiare, ecc.»
(Idries Shah)
Il motivo per cui TempoDiVivere.it si è costituito come gruppo di persone è collegate da un unico impulso.. risvegliarsi dal proprio sonno.. durato anche troppo !!
Tramite esperienze di vite diverse e momenti di consapevolezza individuale e collettiva, intendiamo percorrere sia la strada razionale che quella spirituale, per un arricchimento verso la vita. La presenza all'interno del nostro gruppo, di Gabriella Oliva Counselor professionista, ci permette di avere sempre un riferimento concreto di avanzamento sul nostro percorso di crescita.
Inoltre, la presenza di esperti informatici ci permette di tenere alta l'attenzione anche sul Web. Grazie a questo sito e FaceBook, la divulgazione dei nostri processi di crescita verso una consapevolezza collettiva, potranno essere utili a chi è agli inizi e/o per gli avanzati che vorranno collaborare con noi.
Il fronte d'onda delle prese di coscienza, è adesso !!
[...Ognuno di noi, se vuole fare pratica che riguarda concettualmente
l'accettazione e il perdono di Se', e comincia a farlo su di se..
inizierà poi, a farlo anche su gli altri, e quando questi ci colpiranno è perché toccano un problema che anche noi abbiamo. invece se qualcuno di loro fa qualcosa che non ci tocca, allora non ce ne dobbiamo preoccupare, perché vuol dire che non è l'energia giusta.
Se troviamo questo pezzo di equanimità in noi, saremo più compatibili con questo cambiamento che avverrà nella nuova civiltà. Per ognuno dei fronti d'onda che si sono presentati durante i molti avvenimenti della storia, questi hanno sempre generato nuove civiltà, ed hanno cambiato l'intera natura del mondo e la stessa umanità...]
per chi volesse approfondire Enigma di David Wilcock (10 video)
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