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Verso l'Autosufficienza

Autosufficienza alimentare in ecovillaggio: la Coltivazione Elementare

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Progetto Tempo di Vivere - Civiltà dell'Orto per l’autosufficienza alimentare delle nuove comunità.

Il progetto attuale vuole conferire all’ecovillaggio l’affrancamento dall’acquisto del cibo, sia per ottenere una migliore qualità sia per creare un modello replicabile in altre realtà con finalità simili.

L’ecovillaggio Tempo di Vivere consta di circa 10 residenti più un flusso di decine di presenze che vi risiedono per periodi variabili. Mediamente nell’arco dell’anno si siedono a tavola ogni giorno dalle 15 alle 20 persone, con punte sino a 80/100 partecipanti giornalieri a particolari eventi.

Poesia dell'orto naturale

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Il corso di Orticoltura naturale a Tempo di Vivere parte da un desiderio e dalla necessità di incontrare un "non metodo" di coltivazione che mi permettesse di fluire all'interno di un contesto in modo totalmente armonico con la biodiversità.

5 mesi fa conobbi Giancarlo Cappello attraverso i gruppi di lavoro di Civiltà dell'Orto, sparsi in tutta Italia.

Be', é stata un illuminazione, si è svelato ciò che stavo cercando da tanto tempo, e contemporaneamente.. Lui voleva essere trovato.
Lui chi, ti chiederai?
Il "non metodo": uno stile di vita direi, un modo nuovo di guardare il mondo e i suoi abitanti.

É iniziata in quel momento una cooperazione che ci ha portato alla nascita di un nuovo progetto di orticoltura naturale condivisa, a cui ho dato il nome di RestiTuo (clic qui, per saperne di più) e che incarna in sé ideali e pratiche di sostenibilità e conoscenza di sé.

Poi uno stage di 2 giorni, pratico, carico di persone, emozioni e condivisioni di propositi.
Ho vissuto per la prima volta un'esperienza in un ecovillaggio e devo dire che è stata l'esperienza più importante degli ultimi 5 anni.
Se non altro per l'energia che un luogo come Tempo di Vivere riesce a creare.

Credo che un tempo di rivoluzione, per quanto mi riguarda, sia iniziato e Tdv non ha fatto altro che confermare e accelerare questo stato di fatto. Grazie infinite.

Massimo Marchioro

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Il nostro primo Thermocompost

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thermocompost gruppoOggi alle 14 circa stavamo misurando (Antonio ed io) la temperatura dell’acqua di ciascuna serpentina (siamo riusciti a metterne 5 nel nostro piccolo sistema da circa 3mt di diametro) ed il risultato è stato molto interessante visto che abbiamo rilevato temperature variabili da 51° della serpentina di base (cioè la 1a) sino ai 37° dell’ultima e più superficiale - da notare che le serpentine sono state riempite solo ieri - …e, mentre guardavo il termometro e facevo le mie considerazioni ad Antonio, mi sono reso conto che era appena passata una settimana o poco più da quando, insieme a una decina di persone, stavo ascoltando con molta attenzione Andrea Brugnolli  (il nostro docente), che ci spiegava l’importanza di trovare la parte più bassa del ns terreno per poterci posizionare un pozzetto indispensabile per la corretta realizzazione del sistema thermocompost.. e cioè stavamo iniziando la costruzione del nostro cumulo di cippato dal quale poi “teoricamente” avremmo ricavato l’acqua calda per il riscaldamento e per l’acqua sanitaria.

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