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Verso l'Autosufficienza

Il cambiamento parte dal nostro passato

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Venerdì scorso sono stato con Riccardo, Cristina, Giuditta e Luana a prendere visione delle case abitabili nel borgo di Calenzano, a cento metri dal borgo di Camera Vecchia dove ha sede la comunità Tempo di Vivere. Erano con noi Annunziata e Domenico, nato nel 1952: " ...in quella casa lì sotto, quando qui ci stavano 300 persone!".

Le case di sasso a un piano poggiano da secoli solide sulla roccia, senza bisogno di fondamenta, col tetto di lastre d'arenaria. Più che in abbandono sembrano in attesa, senza fretta, consapevoli della propria giustezza nelle piccole finestre da cui scorgi sconfinati panorami.

Cerchio di verità

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Cari Amici, 
da quando ai primi di gennaio abbiamo avviato il progetto di orticoltura elementare per l'autosufficienza a Tempo di Vivere, sulle montagne sopra a Bettola in provincia di Piacenza, è come se... un cerchio di verità si stesse stringendo intorno a me. Cerco di esprimere meglio questo sentire. Ci sono momenti nella vita e nella Storia in cui le cose accadono e poi gli avvenimenti sono come scosse di assestamento dopo un terremoto. Solo alla fine si ricomincia a costruire. 

Scuola stabile di Coltivazione Elementare

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Il Progetto di Autosufficienza Alimentare dell'Ecovillaggio nasce dall'incontro tra Gian Carlo Cappello (Olmontano) e i comunardi dell'ecovillaggio Tempo di Vivere nel 2016.

- Perché una Scuola Stabile
- Cosa offre
- A chi si rivolge
- Come si svolge il percorso formativo e calendario
- Contributo di partecipazione
- Informazioni e prenotazioni
- Chi è Gian Carlo Cappello

Un incontro tra diversità che ha creato subito una sinergia d'intenti e visioni: la comunità residente con il sogno di diventare esempio di una nuova società possibile, Olmontano con l'idea di ridonare a Madre Natura il suo ruolo di generatrice di Vita in uno scambio alla pari tra genitrice e figli.

raccolto biete arcobalenoDopo due anni di tentativi fallimentari con l'orto sinergico e vari metodi permaculturali (tra cui una food forest), su una collina di sola argilla grigia, in pendenza e soggetta ai peggiori eventi atmosferici (vento a raffiche e poca acqua) quello creato con il metodo dell'orticoltura naturale nel 2017 (oggi ridefinita Coltivazione Elementare) è il primo orto realmente produttivo della comunità.

Con poco lavoro e poca acqua, i 500 mq scelti per la coltivazione hanno fornito i residenti (10 persone più vari ospiti) di circa il 20% del proprio fabbisogno alimentare da metà aprile 2017 a settembre 2017,

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