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Cronache dall'ecovillaggio

Immacolata con Tempo di Vivere

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TavolataQuesto fine settimana, in occasione del ponte dell’Immacolata, abbiamo organizzato una “tre-giorni” di accoglienza e corsi per i nostri ospiti.
Ci siamo svegliati sabato mattina, entusiasti ed emozionati, armati di stracci e secchi per dare l’ultima rassettata alla casa e… SORPRESA! Non c’è acqua calda! Come è possibile? Che succede? C’è un guasto? Eh no! E’ semplicemente finito il GPL!! Quindi, insieme all’acqua calda, non abbiamo il riscaldamento e nemmeno il gas per cucinare. E abbiamo una decina di persone in arrivo a breve. L’entusiasmo si trasforma immediatamente in ansia, sei facce scure e preoccupate, sei teste che iniziano a pensare all’unisono.

Ombre e luci da e di un ecovillaggio

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Qui a Tempo di Vivere ogni giorno accade qualcosa di nuovo e non sempre di piacevole! 
Qualcosa che ci fa rimettere in discussione nel nostro rapporto, quella relazione che vogliamo definire speciale che, nei momenti di dolore, non sentiamo più tale. Soltanto dopo scambi di opinioni, discussioni, ammissione di paure, dolore, ritorna speciale:  ci sentiamo nuovamente liberi e ancora amati, più di prima.
Così accade che, mentre ci sentiamo felici, nella gioia di due giornate in cui il lavoro e l’impegno di tutti noi, insieme, ha portato al successo e a feedback gratificanti, come un fulmine a ciel sereno, un viso scuro, un atteggiamento distaccato ci mettono in allerta. 
Il sentito di qualcuno è diverso e quell’energia che ci anima si affievolisce. 
Rimaniamo in attesa, sentendo che qualcosa sta per accadere. Ognuno a modo suo, si ascolta: qualcuno sente crescere la rabbia, qualcun altro la paura, altri ancora tristezza, lacrime, senso di impotenza e delusione. 

'Tesoro, ho dimenticato il bambino in macchina...'

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"Tutto doveva essere perfetto e io non mi dovevo preoccupare. Lui doveva accompagnare Elena all'asilo e io rimanere a casa a riposare. E intorno a tutto questo c'era da pensare al lavoro, alle responsabilità, alla casa appena costruita..."

Chiara Sciarini, mamma della piccola Elena di 22 mesi, morta dopo essere stata dimenticata dal papà in macchina sotto il sole per ore

Quanti bambini dovranno ancora morire "dimenticati" in una macchina sotto il sole perchè la gente capisca che NON SI PUO' VIVERE COSI'?? Non si può vivere per lavorare e accumulare beni inutili, non si può solo lottare per raggiungere una posizione sociale migliore e sentirsi realizzati economicamente.....per chi lo stiamo facendo???

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