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Crescita personale e spiritualità

Sette mesi e venticinque giorni... con fiducia

Sette mesi e venticinque giorni … solo? Di già?

Quando ero bambina, tanto tempo fa, ricordo che il periodo delle vacanze scolastiche, sembrava brevissimo, volava via, complici il grande divertimento, la libertà, il “non obbligo”, gli amici.. così, in un soffio, la scuola ricominciava, uffaaaa, eppure sembra ieri! 

Oggi sento ugualmente il volare via del tempo, spesso è come se mi scappasse tra le dita, le giornate finiscono in un lampo ma, contemporaneamente, tutto mi sembra così lungo.

Mentre il sole mi scalda, circondata dal silenzio (Isotta dorme ancora!), osservo gli uccellini volare tra un ramo e l’altro, ascolto il loro cinguettio, pace e serenità mi invadono e i pensieri si fanno spazio:  “Quanto tempo, quante cose sono successe e … quanta gente è passata da qui, eppure sembra ieri?!”

RESILIENZA!! RESILIENZA!!

Resilienza: resisto dunque sono

Pietro Trabucchi, psicologo italiano esperto di discipline di resistenza, ha scritto un libro intitolato “Resisto dunque sono“.

Il tema portante di questo libro è la resilienza.

La resilienza è un termine che ritroviamo in diversi campi applicativi, dall’ingegneria, all’informatica, dalla psicologia, alla biologia.

La resilienza psicologica è la capacità dell’uomo di resistere alle avversità della vita.

Genitori e Figli....com'è difficile capirsi

gentori_figli_conflitto_fumettoNegli anni ’70, 18 anni, ragazza madre, poi separata, madre single, divorziata e poi ancora single.

Oggi io.. Gabriella, ho 58 anni, Life-Love Coach, Mediatore familiare e Counselor relazionale, incontro genitori, single e non, in difficoltà nel rapporto con i loro figli.

Quello che vivo oggi: parlo con bambini e adolescenti, ascolto le loro emozioni, il sentirsi soli, come se non ci fosse nessuno a prendersi cura di loro, il sentirsi trasparenti, come se nessuno voglia vedere la loro tristezza o i loro bisogni, accolgo il loro dolore, il loro sentirsi arrabbiati, delusi, traditi e spaventati, perché non si sentono protetti, comprendo la loro paura di essere dimenticati, il loro non sentirsi ascoltati e capiti, tanto da pensare di non meritare amore, accetto la loro ribellione e la loro rabbia per non sentirsi riconosciuti, accettati e compresi o troppo protetti da sentirsi incapaci e inadeguati,e riconosco le loro “manovre di difesa, i loro gridi di aiuto” e voglio fare qualcosa.

Ecco perché.. tutto questo non mi piace e voglio che cambi, per i bambini, per i ragazzi e per noi genitori!

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